Volvo Story

Volvo: solidità e sicurezza "scandinave" dal 1927

L'attenzione per la sicurezza e l'innovazione tecnica sono da sempre il carattere distintivo della Volvo, che ha conservato la propria impronta scandinava anche se da qualche anno è passata ad una proprietà cinese.

La Svezia e la Scandinavia in generale, sono nell'immaginario collettivo paesi all'avanguardia per ciò che riguarda la ricerca, il design e la sicurezza. E si tratta indubbiamente di una "nomea" meritata, suffragata da capacità progettuali ed industriali da sempre moderne ed innovative. Ne è un tipico esempio la Volvo Car Corporation che, sebbene sia dal 1999 parte del colosso cinese Geely Automobile Holding, conserva molto della sua origine e della tradizione scandinava da cui ha preso le mosse. Il gruppo Volvo, gigantesco agglomerato industriale fondato a Goteborg nel 1927, è uno dei più importanti al mondo ed è interessato ad una vastissima gamma di business, che spaziano nei campi della costruzione di autocarri, autobus, macchinari per l'edilizia, motori e sistemi di propulsione in genere, impiantistica industriale, componenti per navi e veicoli aerospaziali e servizi finanziari. La genesi del marchio Volvo risale al 1915, quando il gruppo SKF, sempre svedese, cominciò ad utilizzarlo per la commercializzazione di speciali cuscinetti a sfera destinati al mercato americano. Il nome Volvo fu ispirato al verbo latino "volvere" – che significa "rotolare", "scorrere" – e fa riferimento proprio al prodotto SKF che doveva rappresentare. Il logo della nuova società fu scelto a partire dall'antico simbolo dal ferro, usato in alchimia, per dare un'idea di solidità e curiosamente la barra diagonale fu inserita soltanto con la costruzione della prima auto, con lo scopo di fissarlo al radiatore. Solo dodici anni più tardi la Volvo fu costituita come società indipendente, sussidiaria della SKF, e nel 1927 lanciò la sua prima autovettura, la OV4.
DAF, Ford e Geely: i capisaldi della storia della Volvo
Le rigide e difficili condizioni climatiche della Svezia, furono certamente importanti nella scelta delle linee-guida che dettarono il progetto industriale di Volvo, tanto che fin da subito la sicurezza fu al centro dell'attenzione di tutti i modelli Volvo che si sono succeduti nel decenni successivi. Dopo essersi rapidamente espansa sui mercati dei mezzi pesanti ed aver allargato le proprie basi operative in Finlandia, Belgio e Olanda, la Volvo ebbe un altro importante passo di crescita nel 1975, quando acquisì l'olandese DAF consolidando il proprio predominio sul Nord Europa. Nel 1999, dopo oltre settant'anni, la Volvo Car venne ceduta dal Gruppo Volvo – che ha continuato invece la produzione di autobus e camion stringendo un accordo di partnership con Renault Trucks – al colosso americano Ford Motor Company che successivamente, nel 2010, l'ha a sua volta ceduta alla Geely che ha così compiuto il più grande investimento al di fuori dei propri confini di una azienda automobilistica cinese. Attualmente i suoi modelli sono identificati da un "codice" che ne definisce il tipo – "S" per le berline, "V" per le station wagon, "C" per le due porte e "XC" per SUV e fuori strada – e da un numero di due cifre delle quali la seconda è sempre lo zero. Numerose sono le innovazioni introdotte dalla Volvo nel campo della sicurezza nel corso degli anni: solo per citarne qualcuna ricordiamo la gabbia di sicurezza del 1944, le cinture di sicurezza "moderne" sui sedili anteriori del 1959, il sistema SIPS contro gli urti laterali del 1991 e la rilevazione di un pedone con frenata automatica del 2010.

By Massimo Piciotti

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